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UN TRAGUARDO IN PIU' PER IL GIRO....

 
   
  
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IL GRAN FINALE DEL GIRO D'ITALIA: CIPOLLINI FA IL POKER ED ONORA LA 'ROSA' DI SIMONI .....
La locandina di
Concetto Pozzati:
La tribù del Giro
Michele Lugeri
PRESS
Michele Lugeri
Andrea Magnani
Michele Lugeri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mario Cipollini

 

 

 

Goradz Stangelj

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11/05 Sabato - Prologo GRONINGEN (Cronometro Individuale) - Km 6,5

Partenza primo corridore ore 14:00
Arrivo ultimo corridore 17,15 circa

IL PERCORSO

Tracciato che si sviluppa nell'abitato di Groningen, è interamente pianeggiante, con presenza di curve. La pavimentazione è in asfalto, con brevi tratti di porfido.

DALLA SALA STAMPA:

PORTA IL NOME DI DOMINGUEZ LA SOSPRESA SPAGNOLA DEL CRONOPROLOGO

www.bettiniphoto.com
Juan Carlos Dominguez mentre pennella a regola d'arte una delle curve del cronoprologo Photo Bettini

di Andrea Magnani

Groningen, 11 maggio 2002 - La sorpresa spagnola al cronoprologo di avvio dell'85° Giro d'Italia, ribattezzato EuroGiro, porta il nome di Juan Carlos Dominguez. In realtà il trentaduenne atleta, passato alla formazione elvetica Phonak, non è nuovo a queste imprese al cardiopalmo. Questa è infatti la seconda vittoria stagionale dopo quella ottenuta, "guarda un po", nella cronometro della Settimana Catalana. Il grande sconfitto è il belga Rik Verbrugghe che l'anno scorso vestì per primo la maglia rosa e quest'anno aveva programmato un suo esordio a Groningen con l'obiettivo di rivestire il colore del primato e di portarlo fino in Italia.

La lotta sul filo del rasoio, con le curve pennellate con cattiveria e precisione maniacale, nei tortuosi ed umidi sei chilometri di pavé della cittadina olandese, capitale europea dello zucchero, l'ha segnata la dea fortuna, che ha dato allo spagnolo l'onore della gloria, sotto forma di un modesto ma preziosissimo secondo di vantaggio, equivalente ad una traiettoria più precisa o ad una "staccata" senza sbandata.

Lo spagnolo ha segnato il tempo di 8'12" ad una media 47,560 km/h, contro quello del belga della Lotto, di 8'13". Terzo a 4" Paolo Savoldelli; anche per lui un pizzico di fortuna in più ("Ho sbagliato una curva, una sola" ammetterà amareggiato al termine della prova) e poteva essere una notte in rosa per il portacolori della Index Alexia.

Ma fra i promossi al primo esame, risultano anche Davide Rebellin, sesto a 10", l'olandese Boogerd, ottavo a 13" , Stefano Garzelli, ventiquattresimo a 19" e Casagrande, trentunesimo a 21" che ha affrontato con prudenza le numerose curve del prologo. Il capitano della Fassa Bortolo, forte dell'amara esperienza del 2001, quando dovette abbandonare le sue mire di vittoria, già nella 2ª tappa, per una frattura al polso, ha avuto quest'oggi un segno premonitore dallo sfortunato compagno di squadra Stangelj che è stato costretto per una caduta a terminare anzitempo il suo Giro. E' durato appena 4.300 metri il Giro d'Italia di Gorazd Stangelj. Lo sloveno della Fassa Bortolo è infatti caduto a poco più di due chilometri dal traguardo del cronoprologo, scivolato su un tombino mentre affrontava una curva a sinistra. Stangelj rialzatosi, ha terminato la prova, ma poi il medico della corsa lo ha ricoverato in ospedale dove gli sono state diagnosticate, la frattura della clavicola sinistra e un modesto trauma cranico.

La cabala del Giro, non ha giocato bene invece per Dario Frigo giunto ventottesimo con il tempo di 8'32", al fenomeno in tuta zebrata Cipollini, giunto con un ritardo di 15" a causa di una foratura, a Ivan Gotti che ha perso una decina di secondi per allacciare il casco che un giudice gli ha intimato di indossare all'ultimo momento ed infine a Pellizzotti costretto a cambiare bici al termine della rampa di lancio, a causa delle appendici allentatesi sul manubrio.

Infine spendiamo due parole per il Pirata: Pantani termina la prova 163° a 46" regalando già una trentina di secondi a quelli che potrebbero ancora essere i suoi avversari più diretti. Ci auguriamo che il romagnolo ami ancora passeggiare nei quartieri alti della classifica e che questa modesta prestazione sia in linea con le passate partenze al rallentatore, degne del miglior Pantani.


"Scusa un secondo, Rik…"
Lo spagnolo Juan Carlos Dominguez soffia la prima maglia rosa al belga Verbrugghe
Cipo show: il Re Leone si tramuta in Tigre malese

di Michele Lugeri

Dominguez e Verbrugghe

Roma, 11/05/2002 - Sorpresa ma non troppo, la sagoma biancoverde Phonak di Dominguez piomba come un fulmine sotto il cielo plumbeo di Groningen incenerendo le speranze - fondate - di un bis del rosso volante, di quel Rik Verbrugghe che lo scorso anno volò vento in poppa a dominare il cronoprologo di Pescara.
Sorpresa ma non troppo, la sagoma rossonera Lotto del vallone si sarebbe dimostrata la più veloce nelle partenze a bruciapelo in due crono così diverse tra loro: otto chilometri di un infinito rettilineo nel 2001; un budello di curve e trabocchetti quest'oggi.
Così, presa sul lungomare e persa sui lungocanali, la maglia rosa sarà difficilmente sulle spalle di Verbrugghe, quando dopodomani il Giro arriverà a Liegi, a due passi da casa sua.
Forse non tutti si aspettavano il successo di Dominguez, tanto che il marchio Phonak non era stato neanche predisposto per la "serigrafia volante" per battezzare sul podio la prima maglia rosa, grave mancanza sotto il profilo puramente sportivo ribadita anche dall'eccellente quarto posto dell'austriaco Buxhofer, a lungo in testa.
Con questo inizio promettente della squadra svizzera non ci resta che attendere il nostro Strazzer, chiamato a difendere ben due maglie, azzurra e ciclamino.
Merito dunque a Juan Carlos Dominguez, più veloce di tutti lungo sei chilometri e seicento metri che si sono snodati insidiosi come un serpente, per i più sfortunati, o come uno slalom per i più funamboli.
Hanno sicuramente pagato i cronomen dotati più sul passo e sul mantenimento delle velocità elevate, come Gonchar, mentre i velocisti o comunque gli scattisti più agili e coraggiosi sono naturalmente emersi.
Tra questi nomi con soddisfazione riappare quello del "Falco": Paolo Savoldelli era sparito dalla ribalta proprio dopo aver limato gli angoli dei vicoli di Roma nel prologo del 2000, con la sola apparizione sul Mottarone nel Giro di Simoni.
Il "Falco" chiude ottimo terzo proprio grazie alla sua abile guida e grande capacità di dominare la bicicletta.
Molto bene anche Davide Rebellin: di solito non è spericolato, ma oggi ha azzeccato le traiettorie giuste. La maglia rosa è nel mirino già a Liegi, in un arrivo che gli è sempre sfuggito di un soffio.
Miglior olandese Michael Boogerd: trascinato dal tifo dei suoi connazionali ha chiuso all'ottavo posto.
Tanti nomi illustri hanno invece subito il percorso: tra i favoriti ne ha fatto le spese l'americano Tyler Hamilton che si è infilato sotto una transenna, perdendo secondi decisivi. Ripartito come una furia, il biancorosso CSC-Tiscali non è stato più in grado di compiere il miracolo.
Decisamente più sfortunato lo sloveno Goradz Stangelj, corridore di casa Fassa-Bortolo: cade, riparte e arriva al traguardo. Con la clavicola fratturata. Giro finito.
Rischia brutto anche la giovane speranza Pellizotti: lo scalatore di Bibione rischia di trovarsi il manubrio in mano ancora sullo scivolo di partenza. Dopo cinque metri deve già mettere piede a terra e cambiare bici. Riuscirà comunque a contenere il ritardo: il suo carattere non gli ha fatto perdere molto terreno.
Diversa è la sfortuna di Mario Cipollini: la rabbia è quella di una maglia rosa persa per una foratura che ha afflosciato il tubolare.
Mario protagonista: ha voluto stupire la ribalta europea sfoggiando un completo tigrato. Il Re Leone si trasfigura ancora: lo scorso anno un uomo "a nudo", quest'anno è una zebra, l'altro ieri in conferenza stampa un leopardo, oggi tigre. Velocità, grazia, potenza. Preda o cacciatore, Cipollini si vuole vestire di rapidità.
E come una tigre, il velocista toscano si lancia nelle insidie del percorso alla caccia del successo. Perché no? Se SuperMario vuole davvero inseguire il record di vittorie di Binda - ancora sette tappe li dividono - perché non approfittare anche di questo cronoprologo che ricorda una ripetuta e tortuosa volata?
Cipollini aggredisce la strada e rasenta i cordoli disposti ad arte su marciapiedi e ponti. Ma a metà percorso accade qualcosa: le curve non vengono più affrontate con sicurezza e la potenza non può più esplodere sui pedali all'uscita di ogni curva: chi va in bicicletta sa come si gela il sangue nel momento in cui si sente perdere l'equilibrio e calare la velocità mentre una ruota si sgonfia.
Così, più somigliante ad un pinguino che resta dritto sulla bicicletta che ad un felino, Cipollini riesce a portare a termine la prova, ma non nel modo vittorioso che avrebbe voluto.
I quindici secondi di ritardo accumulati lo obbligano agli straordinari: per indossare la maglia rosa servono, già da domani, due sprint: intergiro e tappa. Gli abbuoni faranno il resto.
Forse è proprio Cipollini, con Verbrugghe, ad essere il più deluso: tutti gli altri nomi di grido sanno attendere con pazienza il loro momento.
Questi primi chilometri non fanno certo una graduatoria attendibile tra i papabili per il successo finale, ma intanto annotiamo che Savoldelli gode di sei secondi di vantaggio su Rebellin che precede Garzelli, Frigo e Casagrande per un secondo l'uno dietro l'altro.
Simoni, come logica vuole, paga un po' di più: quindici secondi il suo ritardo dal vincitore del 2000.
La caccia alla maglia rosa è aperta più che mai: domani l'assalto è per i velocisti guidati da Mc Ewen; dopodomani toccherà ai finisseurs affondare i loro colpi. E forse l'arrivo di Liegi saprà assestare le posizioni in vista del ritorno in Italia, sulle alpi marittime.

L'EuroGiro promette scintille. Intanto un bagno di folla ha impreziosito quest'apertura della corsa. Il pubblico ha incastonato il percorso, tra canali e parchi della città di Groningen, abbracciando tutti i partenti, nessuno escluso. Gli olandesi sono tra gli appassionati più competenti in tutto il panorama del ciclismo internazionale e non hanno mancato l'appuntamento.
Ai mondiali di ciclocross del 2000, disputati presso Eindhoven, ci sono state trentacinquemila presenze. Quest'inverno, a Zolder, i "cugini" fiamminghi hanno ricambiato l'ospitalità con cinquantamila spettatori.
Oggi duecentomila tifosi, appassionati, esperti, soprattutto ciclisti di tutti giorni e di ogni clima hanno dichiarato il loro amore per il Giro d'Italia stupendo organizzatori e commentatori. Sorpresa ma non troppo.


COMUNICATI STAMPA DALLA CORSA

"Cipollini sfortunato al prologo"

Groningen, 11 maggio 2002 - Tanta sfortuna per Mario Cipollini nel prologo iniziale del Giro d'Italia. A circa due km dalla conclusione, Re Leone ha bucato la ruota posteriore; per questo motivo ha perso secondi preziosi nel finale di tappa. Potevo, dunque, chiudere la prova con un ottimo tempo. "Sono molto amareggiato, la condizione c'era e pensavo di fare bene" ha esordito Mario Cipollini. "Potevo fare un buon tempo, ma purtroppo è andata storta".

Il campione toscano ha comunque sorpreso gli appassionati delle due ruote - oggi erano in tanti ad applaudirlo lungo le strade di Groningen con il body tigrato da Re della giungla in sella a una bici colorata. E fa una promessa: "anche questo body sarà venduto e il ricavato devoluto in beneficenza" ha detto Mario Cipollini.

Intanto, buona prestazione del giovane Michele Scarponi. Il marchigiano ha chiuso la prova con 10" di ritardo da Garzelli, 9" da Bartoli, 9" da Frigo, 8" da Casagrande e rifila ben 5" a Gilberto Simoni. Insomma, non male per un giovane neoprofessionista al suo primo Giro d'Italia.


Cronoprologo Giro: Stangelj si frattura la clavicola

Lo sloveno è caduto in una curva del cronoprologo e si è fratturato la clavicola

Groningen, 11 maggio 2002 - Stangelj oggi è caduto in una curva del Cronoprologo a Groningen e si è rotto la clavicola sinistra. Lo sloveno soffre anche di un trauma cranico non commotivo e di escoriazioni.

“Il problema – ha spiegato dopo la corsa il nostro Dottore Roberto Corsetti è che si è fratturato allo stesso punto dove si era frattura il 5 agosto dell’anno scorso in allenamento la stessa clavicola”.

Domani mattina Gorazd tornerà a casa. In Slovenia farà una visita dall’ortopedico che aveva già visto l’anno scorso e si deciderà se fare un’operazione di osteosintesi con applicazione di una placca metallica oppure no. La frattura è comunque scomposta.

Alberto Volpi ha commentato così l’accaduto: “I nostri corridori hanno fatto una bella cronometro però questa caduta ha rovinato tutto. È un brutto colpo per noi, un uomo in meno sin dall’inizio della corsa su una corsa di tre settimane è tanto ma cercheremo di gestire al meglio la corsa con 8 corridori”.

Domani prima tappa da Groninger a Munster, in Germania. 218 km senza grandi difficoltà.

GRONINGEN (Olanda) – 11 maggio 2002 - Subito in evidenza i nostri corridori al cronoprologo di Groningen (Olanda) dell’85° Giro d’Italia. Il migliore della Colnago Landbouwkrediet è risultato il belga Marc Streel, quattordicesimo classificato a 15" dallo spagnolo Juan Carlos Dominguez, prima maglia rosa del Giro. Yaroslav Popovych, è andato meglio di quanto si aspettasse. L’ucraino ha accusato un ritardo di 39" dall’iberico della Phonak, facendo addirittura meglio di Pantani e Tonkov, e soltanto 5" in più di Simoni. Meglio di Popovych è andato Lorenzo Bernucci, che ha concesso al vincitore di giornata uno scarto di 23", rappresentando pure una bella sorpresa per come ha corso contro il tempo. Il giovane spezzino, alla fine ha concesso solo 4" a Garzelli, 3" a Frigo e 2" a Casagrande. Superbo.

ORDINE D'ARRIVO E CLASSIFICA GENERALE

www.bettiniphoto.com

Ordine d'arrivo:

1 Juan Carlos Dominguez (PHONAK HEARING SYSTEM), 6,5 km in 8'12'' (media 47,560 km/h)
2 Rik Verbrugghe (LOTTO-ADECCO) a 1''
3 Paolo Savoldelli (INDEX-ALEXIA) a 4''
4 Matthias Buxhofer (PHONAK HEARING SYSTEM) a 8''
5 Frank Hoj (TEAM COAST) a 9''
6 Davide Rebellin (GEROLSTEINER) 10''
7 Grischa Niermann (RABOBANK) 10''
8 Michael Boogerd (RABOBANK) 13''
9 Candil Carlos Sastre (CSC-TISCALI) 13''
10 Torsten Hiekmann (TELEKOM) 14''

Classifica generale:

1 Dominguez 8'12"
2 R. Verbrugghe a 1"
3 Savoldelli a 4"
4 Buxhofer a 8"
5 Hoj a 9"
6 Rebellin a 10"
7 Niermann a 10"
8 Boogerd a 13"
9 Carlos Sastre a 13"
10 Hiekmann a 14"