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La  Vuelta di Spagna 2001...

         
  
   
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Il commento

intervista a Freire

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2000
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Roberto Bettini

© Bettini Photo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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CAMPIONATI DEL MONDO CICLISMO SU STRADA - LISBONA - PORTOGALLO
14/10/2001 6° giorno - - - - -
Prova in linea cat. elite
Oscar Freire Gomez (Spa) 6.07.21 (40.504 km/h)
Paolo Bettini (Ita)
3° Andrej Hauptman (Slo)

Lo sprint vincente di Oscar Freire davanti a Paolo Bettini e Andrej Hauptman

L'ORO DI OSCAR
secondo titolo iridato per la carriera del giovane spagnolo

di Michele Lugeri

Roma, 14 ottobre 2001 - Ritorno di fiamma del flirt di Oscar Freire Gomez con la maglia iridata persa per un pelo lo scorso anno a Plouay dietro Vainsteins e Spruch. La vittoria di oggi ripropone ai vertici del ciclismo mondiale un uomo che non rappresenta più una sorpresa ma uno dei migliori talenti della scuola spagnola che, dal ritiro di Indurain in poi, non ha sofferto certo per la mancanza di vittorie.
Terzo podio consecutivo per lui con due ori e un bronzo, come solo Gianni Bugno seppe fare dieci anni fa.
La nazionale spagnola ha dominato la corsa di oggi, rendendola agevole per la sua punta portata fresca all'arrivo e dimostrando di vederci più chiaro di tutti quelli che agitavano lo spauracchio dei "quasi quattromila metri di dislivello": ventuno giri del Monsanto non valgono mezzo Pordoi, povero il nostro Simoni.
La punta spagnola è stata uno sprinter dotato di fondo come Oscar Freire, per il cui successo sono stati sacrificati passisti come Angel Casero e scalatori come Sevilla, i protagonisti della Vuelta.
Al lavoro dei suoi picadores, Freire ha risposto con una volata dove ci ha messo forza, astuzia e fortuna.
Ma come si è arrivati ai duecento metri finali? quali temi si sono sviluppati in corsa?

I movimenti principali sono stati tre: il controllo spagnolo per Freire, il marcamento azzurro su Jan Ullrich, l'attesa di tutto il gruppo del temuto colpo di mano del tedesco.
La corsa si infiamma negli ultimi tre giri dove si susseguono una serie di attacchi, sia pur non fruttuosi ed incisivi, da parte però dei nomi importanti del mondiale: vanno via Bettini e Di Luca, più volte lo scatenato Virenque e spinge a fondo lo stesso Ullrich.
Nessuno fa il vuoto ed il fuggitivo immancabilmente si volta indietro sconsolato. E' lo splendido Giuliano Figueras a chiudere ogni tentativo del Kaiser, con tutti i nostri capitani pronti a partire in contropiede.
La tattica degli italiani è giusta e ben orchestrata da Ballerini, coadiuvato dai preziosi suggerimenti di Alfredo Martini.
Mazzoleni, Faresin, Lanfranchi, Basso chiudono ogni buco per far rientrare i minacciosi Simoni, Bettini e Rebellin. Più nascosto Casagrande sempre oltre la ventesima posizione.
In questo scenario si inseriscono i timidi tentativi di belgi e olandesi e il solito scattino rinunciatario di Michele Bartoli, che dopo neanche cento metri si rialza rifiutando una possibile ed utile collaborazione di Boogerd.
Spara le sue cartucce Ullrich ma non fa il vuoto come sperava, anzi subisce il contrattacco di Gilberto Simoni: è l'ultimo giro e l'azione sembra buona, tutti gli avversari si guardano.

Spinge Gibo, è dal Giro che pensa a questo giorno. Il vantaggio sale leggermente ma dietro non sembrano sentire il peso delle quarantadue salite già affrontate e gli ultimi cento metri di quel temuto dislivello non sono abbastanza duri per fare la differenza.
A parte un paio di sparate di un distratto Lanfranchi, il sogno di Simoni si infrange sul lungo rettilineo di falsopiano dove il gruppo può di nuovo sviluppare velocità.
Prima dell'epilogo c'è lo spazio per un timido tentativo di Francesco Casagrande che si spegne sul nascere, con l'immancabile imprecazione.
Nessuno intende più collaborare: la volata di gruppo è segnata. E nel gruppo non ci sono solo passisti, è rimasto uno sprinter tenace anche su queste salite: Erik Zabel. Ma non si sanno le sue condizioni.
Cinquecento metri: il gruppo è uno strano ventaglio: nessun treno, nessuno si lancia, nessuno anticipa lo scatto.
Duecento metri: si rompono gli indugi, ma è una volata di cacciatori solitari: ognuno si lancia da solo; Ullrich si trova già dietro Zabel e non può aiutarlo.
Cento metri: Erik Dekker, il dominatore delle corse di un giorno, esce allo scoperto; Zabel al centro strada; più largo scatta il Grillo Bettini.
Cinquanta metri: Dekker con la coda dell'occhio vede la manica blu di Zabel, cerca di chiuderlo aprendo un varco alle transenne.
E' una manna per Oscar Freire che esplode il suo rush infilando il corridoio giusto per la vittoria davanti a Bettini e alla sorpresa slovena Hauptman in scia dello spagnolo.
E' il podio.

Dekker e Zabel, piantati sui pedali, non possono nulla. Dietro il gruppo osserva la festa spagnola e la delusione di Bettini che si porta le mani al volto. Il Grillo sarà mai capace di battere un'altra volta Zabel?

Ha molte ragioni per recriminare, Bettini. Anche se ognuno s'è lanciato da sè in volata, il nostro corridore doveva essere almeno tenuto coperto agli ultimi cento metri. Rimpiange una mano chiesta a un azzurro e non ricevuta, la medaglia d'argento.
Figueras? No, dopo una corsa impeccabile si è trovato chiuso alle transenne. Bartoli, libero a centro strada? Chissà. Forse è andata così o forse no.

Per fortuna la vittoria limpida di un campione come Oscar Freire, bersagliato continuamente da problemi fisici ma sempre presente agli appuntamenti che contano, può mettere tutti d'accordo.
La nostra nazionale ha dimostrato compattezza nell'insieme, finalmente con le punte al coperto e pronte ad intervenire in contropiede; senza attacchi folli e la solita anarchia dell'ultimo giro.
Senza dubbio Bettini e Simoni hanno dimostrato di crederci più di tutti, mentre Figueras sembrava regalarci la sorpresa più grossa. In ombra gli altri capitani Bartoli e Casagrande.
Si chiudono i mondiali di ciclismo su strada col bilancio magro di due medaglie d'argento sia pur meritate nelle prove più prestigiose, ma un po' poco per i nostri colori. Soprattutto se sommiamo questi risultati allo "zero" conquistato ai mondiali di Vail di mountain bike e a quelli su pista disputati ad Anversa.
Sabato si chiude con il Giro di Lombardia che dovrebbe consegnare la Coppa del Mondo ad Erik Dekker e con la sicura inaugurazione della maglia iridata da parte di Oscar Freire. Poi la meritata vacanza per scaricare la mente e rilanciare la sfida a Simoni, Armstrong, Casero, in rigoroso ordine cronologico, per una nuova stagione che aspettiamo più serena e limpida dopo gli squarci aperti dai blitz della giustizia nel mondo delle corse.

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OSCAR FREIRE E' CAMPIONE DEL MONDO
Paolo Bettini conquista la medaglia d'argento

Lisbona, 14 ottobre 2001 - A due anni di distanza dalla favolosa quanto inaspettata vittoria al Campionato del Mondo di Verona, Oscar Freire torna a stupire il mondo aggiudicandosi lo sprint di Lisbona, che vale al veloce corridore spagnolo in forza alla MAPEI - Quick Step la seconda maglia iridata della sua breve ma già ricca di successi carriera.
Freire, sempre vigile e attento nelle prime posizioni del gruppo, ha sfruttato alla perfezione il grande lavoro compiuto dalla nazionale iberica, quest'oggi completamente al suo servizio; i corridori spagnoli hanno mantenuto coperto il talento di Torrelavega, chiudendo nel contempo sui numerosi tentativi di fuga succedutisi negli ultimi 2 giri del circuito; in volata il Campione della MAPEI - Quick Step ha infilato il compagno di squadra Paolo Bettini, autore anch'egli di una grande prova e lo sloveno Andrej Hauptman, la sorpresa della giornata.
Per Freire si tratta del successo più importante di una stagione che lo ha visto più volte costretto a degli stop forzati inizialmente per i noti problemi alla schiena che lo affliggono oramai da due anni e in seguito per un'affezione gastro - enterica di natura virale verificatasi nel mese di giugno. Rientrato prepotentemente alle competizioni nel mese di agosto con una bella vittoria alla Vuelta a Burgos, Freire si è preparato con scrupolo all'appuntamento di Lisbona, tanto da scegliere a malincuore il ritiro dalla "sua" Vuelta per presentarsi concentrato e preparato nel migliore dei modi al Mondiale.
"Sono felicissimo - spiega il 25.enne spagnolo - perché gli sforzi e i sacrifici per tornare competitivo che ho compiuto per sopperire ai lunghi mesi di inattività sono stati ripagati. Temevo il percorso che a ragione è stato definito uno dei più duri degli ultimi anni; con il passare dei chilometri è comunque cresciuta la consapevolezza di poter fare una gran gara. Ringrazio tantissimo tutta la squadra spagnola; i ragazzi sono stati straordinari. Ora mi voglio godere per qualche giorno questa splendida sensazione; il rientro in gruppo con la maglia iridata avverrà al Giro di Lombardia di sabato prossimo."

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Ordine d'arrivo elite uomini prova su strada
1 Oscar Freire Gomez (Spa) 6.07.21 (40.504 km/h)
2 Paolo Bettini (Ita)
3 Andrej Hauptman (Slo)
4 Erik Dekker (Ned)
5 Erik Zabel (Ger)
6 Piotr Wadecki (Pol)
7 Giuliano Figueras (Ita)
8 Guennadi Mikhailov (Rus)
9 Tomas Konecny (Cze)
10 Beat Zberg (Swi)
11 Michele Bartoli (Ita)
12 Paolo Lanfranchi (Ita)
13 Jan Ullrich (Ger)
14 Faat Zakirov (Rus)
15 Arkadiusz Wojtas (Pol)
16 Zbigniew Piatek (Pol)
17 Dave Bruylandts (Bel)
18 Niklas Axelsson (Swe)
19 Alexandre Botcharov (Rus)
20 Niki Aebersold (Swi)
21 Denis Bondarenko (Rus)
22 Mario Aerts (Bel)
23 Angel Vicioso Arcos (Spa)
24 Rui Miguel Sousa Barbosa (Por)
25 Chann Mcrae (USA)
26 Cadel Evans (Aus)
27 Tadej Valjavec (Slo)
28 Levi Leipheimer (USA)
29 Santiago Botero Echeverry (Col)
30 Andrei Tchmil (Bel)
31 Richard Virenque (Fra)
32 Davide Rebellin (Ita)
33 Jean-Cyril Robin (Fra)
34 Gianni Faresin (Ita)
35 Johan Museeuw (Bel)
36 Michael Rasmussen (Den)
37 Gonçalo José Amorim Valada (Por)
38 Gilberto Simoni (Ita)
39 Stéphane Heulot (Fra)
40 Francesco Casagrande (Ita)
41 Ivan Basso (Ita)
42 Angel Luis Casero Moreno (Spa)
43 Michael Boogerd (Ned)
44 Daniele Nardello (Ita)
45 Joseba Beloki Dorronsoro (Spa)
46 Laurent Brochard (Fra) 0.42
47 Nico Mattan (Bel)
48 Vladimir Duma (Ukr)
49 Geert Verheyen (Bel)
50 Mauro Gianetti (Swi)
51 Alexandre Moos (Swi)
52 Peter Luttenberger (Aut)
53 Manuel Beltran Martinez (Spa) 1.00
54 Oscar Sevilla Ribera (Spa)
55 Marc Lotz (Ned)
56 José Luis Rubiera Vigil (Spa)
57 Santiago Blanco Gil (Spa)
58 Eddy Mazzoleni (Ita)
59 Maximilian Sciandri (GBr)
60 Gorazd Stangelj (Slo) 8.07
61 Tom Leaper (Aus) 10.42
62 Marlon Alirio Perez Arango (Col)
63 Rui Lavarinhas (Por)
64 Nuno Alves (Por)
65 Ryan Cox (RSA)
66 Lukas Zumsteg (Swi)
67 Daniel Schnider (Swi)
68 Frédéric Bessy (Fra)
69 Florent Brard (Fra)
70 Pierre Bourquenoud (Swi)
71 Christophe Brandt (Bel)
72 Igor Pugaci (Mda)
73 Serguei Lelekin (Rus)
74 Raimondas Rumsas (Ltu)
75 Morten Sonne (Den)
76 Dariusz Baranowski (Pol)
77 Lauri Aus (Est)
78 Michael Barry (Can)
79 Piotr Chmielewski (Pol)
80 Piotr Przydzial (Pol)
81 Charles Wegelius (GBr)
82 Jan Hruska (Cze)
83 Karsten Kroon (Ned)
84 Dmitri Fofonov (Kaz)
85 Matthias Kessler (Ger)
86 Evgeni Petrov (Rus)
87 Ludovic Turpin (Fra)
88 Kyrylo Pospyeyev (Ukr)
89 Danilo Di Luca (Ita)
90 Maarten Den Bakker (Ned) 14.05
91 Michael Skelde (Den)
92 Martin Elmiger (Swi)
93 Laszlo Bodrogi (Hun)
94 Matthé Pronk (Ned)

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le fotografie

i voti agli azzurri