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GIOVANNI RANA del comitato organizzatore di VERONA 2004 in visita a ZOLDER ....APRI

         
   
   
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Michele Lugeri
PRESS
Michele Lugeri
Andrea Magnani
Michele Lugeri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
CAMPIONATI DEL MONDO CICLISMO SU STRADA - ZOLDER - BELGIO
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la piantina del circuito iridato INGRANDISCI
la piantina del circuito iridato >>INGRANDISCI<<
12/10/2002 5° giorno - - - - -
Prova in linea maschile cat. junior Vince
Cronometro individuale femminile cat. Elite Vince
1°-
2° -
2° -
-
-
PROVA in linea junior MASCHILE
Il vincitore della prova junior maschile: il francese Arnaud Gerard © Photo Andrea Magnani
Arnaud Gerard brucia tutti sul traguardo junior © Photo Michele Lugeri
Il podio la prova junior maschile © Photo Michele Lugeri

Le dichiarazioni di Vincenzo Nibali

Com'è andata la corsa?

"Beh, diciamo che è andata un po male, io sono partito negli ultimi quattro giri. Era una buona fuga, però ci hanno ripreso, poi siamo arrivati in volata e abbiamo racimolato degli ottimi piazzamenti, un settimo, ottavo e nono".

 

Gli azzurri al termine della prova © Photo Andrea Magnani
Vincenzo Nibali al termine della prova © Photo Andrea Magnani

PROVA in linea elite FEMMINILE
L'arrivo iridato di Susanne Ljungskog © Photo Michele Lugeri
La nuova campionessa del mondo Susanne Ljungskog © Photo Michele Lugeri

SUSANNE LJUNGSKOG PIOMBA COME UN FULMINE SUL TRAGUARDO IRIDATO
capolavoro della svedese: risucchia le fuggitive Brändli e Sommariba strappando l'oro

di Michele Lugeri

Hasselt/Zolder, 12 ottobre 2002 - La seconda giornata delle prove su strada ha dimostrato che l'arrivo a ranghi compatti può essere evitato: dopo le vittorie di Suzanne De Goode e dell'azzurro Francesco Chicchi, che hanno messo in riga il plotone, i Campioni del Mondo di oggi sono stati in grado di arrivare al traguardo portando a termine il lavoro di due fughe.

La corsa delle donne élite parte subito a ritmo sostenuto: il gruppo marcia regolare ad alta velocità, ma i primi attacchi non tardano ad arrivare.
Sono volti importanti quelli che si alternano in testa al gruppo: Nicole Brändli, Jeannie Longo, Léontien Van Moorsel. E dietro di loro subito le azzurre.
La mossa principale la muove la Francia: come in un testa coda, Catherine Marsal si avvantaggia di una decina di secondi mentre la Longo si lascia scivolare in fondo al gruppo.
E' una chiara provocazione, e le reazioni non tardano. Premono olandesi e lituane, ma è Alessandra Cappellotto - la sola italiana Campionessa del Mondo, San Sebastian '97 - a ripartire a sua volta e a portarsi in testa.
Ora sono le altre squadre a tirare, con la Felloni, la Cantele e la D'Ettorre pronte a lanciarsi in contropiede.

E' la volta della Bubnenkova: un attacco a favore di Zoulfia Zabirova, che controlla il gruppo.
Il vantaggio della russa vincitrice del Giro d'Italia femminile tocca i venticinque secondi, ed è la nota tecnica più importante della corsa fino all'attacco definitivo.
La spinta delle azzurre e delle orange ricuce lo strappo, ma è Nicole Cooke, la britannica pigliatutto nelle categorie giovanili, a fare i fuochi d'artificio a tre giri dal termine. Ma i suoi spunti sono tutti rintuzzati dalle avversarie.

La fuga buona è nell'aria, il gruppo, pur riuscendo a neutralizzare ogni tentativo, non sembra però in grado di evitare che le attaccanti scappino ovunque. Il percorso non è duro, e senza una vera salita a fare da catalizzatore dell'attenzione della corsa, ogni angolo, ogni momento del circuito è buono per provare a scappare.
Ci crede Sara Carrigan, australiana, ci credono anche Joana Sommariba e Nicole Brändli: il loro terzetto pesca il jolly e si presenta alla campana con una ventina di secondi di vantaggio sulle inseguitrici.

Ultimo giro, piove su Zolder.
La tanto temuta pioggia cala sulle cicliste condizionando drammaticamente gli ultimi chilometri con cadute rovinose e scivolate: ne fanno le spese tra le altre anche Noemi Cantele - bronzo juniores di Verona '99 - e soprattutto la favorita olandese Miriam Melchers.
La tulipana scivola malamente in discesa e travolge anche Zinaida Stahurskaya che compie un'autentica capriola.
Questa caduta rallenta il gruppo lanciato all'inseguimento, e la spinta della Melchers era la molla che le nostre ragazze giustamente aspettavano per portare Katia Longhin alla volata finale.
Alessandra Cappellotto e compagne hanno interpretato al meglio la gara, ma proprio nel momento cruciale si sono trovate invischiate nel rallentamento forzato del gruppo dovuto alla caduta avvenuta in testa.

Sembra fatta per il trio di testa, ma non tutte le altre ragazze si sono arrese.
Sotto la pioggia, sotto il cielo grigio, un fulmine gialloblu si lancia soltario all'inseguimento: Susanne Ljungskog, fresca vincitrice del Giro di Toscana, agli ottocento metri dalla fine è ormai in scia, alle calcagna, alle costole della Carrigan, Brändli e Sommariba.
Chi resterà senza medaglia?
Non la Ljungskog: la sua volata è potente, grazie alla forza che bacia chi, come lei, sa credere fino in fondo.
Non alza neanche le mani sulla linea, nonostante due biciclette di vantaggio: lo stupore che è in lei per il capolavoro che ha compiuto le fa mischiare sul viso pioggia e lacrime.

Nicole Brändli conquista il suo secondo argento mondiale, terzo in carriera, mentre e Sara Carrigan a dover soffrire per la "medaglia di legno" del quarto posto: il bronzo è per la grande Sommariba, che gioisce come per una vittoria.
Il gruppo giunge staccato di diciotto secondi, con Sara Felloni al decimo posto finale. Un po' poco per quanto le italiane hanno saputo produrre, ma la convinzione è che il ricongiungimento finale con le quattro che si sono giocate il titolo è stato impedito solo da episodi.

La squadra azzurra è piena di giovani certezze, e le juniores già scalpitano con grandi risultati per entrare a far parte alla pari col mondo delle élite: la maturità della nazionale rosa giungerà giusto in tempo per l'appuntamento più importante, le Olimpiadi di Atene 2004.

Le dichiarazioni di Rosario Fina, Ct della nazionale

Com'è andata?

"E' Andata bene, le ragazze hanno corso benissimo, c'é mancato nel finale una Cantele che è rimasta coinvolta nella caduta, per il resto si sono trovate tre in fuga che sono tre pedalatrici ed hanno fatto subito il vuoto".

"Sono venute a mancare anche nazionali fortissime che avevano anche loro velociste, come la Russia e l'Olanda e alla fine le fuggitive hanno avuto spazio libero".

"La Longhin poi è rimasta coinvolta nell'ultima caduta, per cui è stato un finale un po cosi'. Per il resto la squadra si è mossa benissimo; è stata presente in ogni fase della corsa e pur sapendo che qualitativamente e quantitativamente le straniere la fanno da padrone, ritengo che la nazionale azzurra abbia fatto una corsa da protagonista".

Le parole di "Zina" Stahurskaya raccolte subito dopo l'arrivo

Come avete visto siamo andate in fuga io e Ljungskog; nel finale e poi c'è stata la caduta che mi ha coinvolto. Io sono caduta con Melchers, mentre Ljungskog che era con me, è entrata nella fuga e ce l'ha fatta. Peccato, sono in grande forma e mi dispiace che sia andata cosi.

Il podio elite femminile © Photo Michele Lugeri

.IL NOTRO ALBUM FOTOGRAFICO DI ZOLDER...ENTRA